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Gioventù Francescana d'Italia

Gioventù Francescana d'Italia

 


“Amore, Forza e Solidarietà” 

Giovedì 2 giugno, noi ragazzi della fraternità di Marzano ci siamo recati – insieme alle vicine fraternità di Liveri, Taurano e Fontenovella di Lauro -  al centro di riabilitazione di Nola per fare visita alle persone, soprattutto ragazze, che lì vivono e condividere con loro del tempo.
Trascorrere un'intera giornata in un luogo del genere significa riflettere per tutta la vita.
Il centro di riabilitazione a Nola è un centro in cui risiedono persone che non possono 
 ben camminare, di ragazze che non possono correre e sentire la terra che batte forte sotto
ai piedi, un centro di sogni mancati...un centro di persone coraggiose, come le suore che vi danno una mano. Sinceramente è difficile riordinare i pensieri, le emozioni che molti ragazzi, io in particolar modo, abbiamo provato stando lì. Le parole che mi vengono in mente sono tre: Amore, Forza e Solidarietà. Non riesco a rendere la bellezza nell'osservare le suore che si prendono cura di quelle ragazze. Quanto può esser gratificante per l'anima donare una parte del proprio sé, della propria bontà per offrire gratuitamente un sorriso all'altro! Quanto può essere stupefacente osservare una persona in difficoltà che riesce comunque ad essere di ausilio per la propria compagna! Quanto può esser grande l'amore del Signore! Personalmente, ritengo di aver sentito l'energia dello Spirito Santo in questa esperienza...noi gifrini eravamo a nostro agio, avevamo solamente intenzione di portare Gioia e Freschezza nel centro, per questo abbiamo scelto i balli, i giochi e le canzoni da cantare a squarciagola. Credo che il 2 giugno sia stata una giornata di rinnovamento nei nostri cuori; rinnovamento di fede, di amore, di passione. Pure per chi non crede. Io dico che la grandezza dell'Amore esiste in questo mondo, nonostante le brutalità, nonostante le ingiustizie...a volte, basta solo guardarsi meglio intorno, cercare, scrutare i posti in cui tanti angeli di Dio concedono il proprio cuore e abbracciano quello di chi, purtroppo, ha bisogno di un solidale supporto per andare avanti e di una calda carezza sul petto per rialzarsi, sempre.


 

                                                            Alessia            

 

 

 

Il Signore vi dia Pace! Siamo quasi al termine dell’anno fraterno e non possiamo che guardare alle esperienze vissute con profondo senso di gratitudine verso Dio Padre. “Bisogna, dunque, far festa” (Lc 15, 4-7) per ringraziare ma anche ancora una volta condividere la gioia e l’entusiasmo che ci accompagna nella fraternità. E’, dunque, con questi sentimenti che sono a qui ad invitarvi, nessuno escluso; che voi siate Promessi, Accolti, o che appena ieri sera abbiate conosciuto la Gi.Fra. alla Festa Regionale della Gioventù Francescana di Campania e Basilicata 2015-2016 1° Maggio 2016 Sarno – Piazza “Cinque Maggio”

In questo anno fraterno abbiamo più volte riflettuto sulle opere di misericordia, chiedendoci anche quale possa essere l’occasione di metterle in pratica, così da essere “annunciatori” dei doni che arricchiscono le nostre vite. Dalla famiglia, alle diverse opportunità che abbiamo, al mondo del lavoro, nei differenti contesti in cui viviamo è sempre “l’ora” per testimoniare l’Incontro che abbiamo vissuto con Dio Padre, con la Sua misericordia, con il Suo amore . Inizieremo e vivremo la nostra Festa negli spazi della piazza cinque Maggio, , e concluderemo con la Santa Messa celebrata alle ore 17:30. Lo slogan scelto per quest’ anno sarà: “INCANTIAMO IL MONDO CON I DONI DELLA VITA” Come anticipato all’ inizio, la nostra festa è aperta a TUTTI I GIFRINI, Adolescenti, Giovani, Giovani Adulti, Frati Assistenti Spirituali, Delegati e Animatori Fraterni dell’ OFS e tutti coloro che aiutano e curano il cammino della Fraternità Locale e Regionale. Programma - 1° Maggio 2016

ore 9:00 Arrivi, accoglienza e registrazioni

ore 9:30 Liturgia iniziale ore

10:00 Momento della mattina ore

13:00 Pranzo a sacco nei pressi di piazza 5 Maggio ore

14:00 Momento del pomeriggio ore

17:30 Celebrazione Eucaristica conclusiva ore

19:00 Saluti e partenze

Per condividere e partecipare all'evento visualizzate il link nella pagina facebook  "Gioventù Francescana di Campania e Basilicata"

Vi aspettiamo a Sarno!!!

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Ritornare alla normalità è difficile, sei giorni lontano da casa sembrano pochi, ma vissuti così intensamente hanno il proprio peso. È come se avessi fatto un tour dell’Africa, l’avessi girata tutta: dal nord al sud, dall’est all’ovest. Stamattina in classe, per un po’ mi sono assentata. Avevo lo sguardo fisso sulla cartina dell’Africa e mi ritornavano in mente tutti quei volti incontrati, quei sorrisi e abbracci sinceri scambiati in questi giorni al centro di prima accoglienza di Archi e alla tendopoli di San Ferdinando a Rosarno. È un condensato di emozioni contrastanti che abita il mio cuore. Questa appena vissuta non è un’esperienza come tutte le altre, è stata l’Esperienza più bella in assoluto perché ha dato a me e tutti i gifrini partecipanti della Campania e Basilicata la possibilità di sporcarci fattivamente le mani e di dar vita a ciò che annualmente promettiamo “avere i poveri e gli ultimi come fratelli”. Troppi i “grazie” ed i “buona fortuna” che in questi giorni mi sono stati augurati. Sembra un paradosso sentire queste parole pronunciate da coloro che vivono di speranza, che non hanno nulla e vedono l’Italia come la loro unica ancora di salvezza; ma ho percepito in loro l’onestà, la bontà e la gratitudine per averli accolti, per aver ascoltato le loro storie, per averli fatti sentire a casa e semplicemente per averli trattati come esseri umani, con una propria dignità ed identità.

Dal 29 Marzo al 3 Aprile, la Gioventù Francescana di Campania e Basilicata ha sposato il progetto “Fratelli immigrati”, bellissima iniziativa creata dall’OFS d’Italia. Due erano le mete: Archi e Rosarno. Paesini a noi sconosciuti, che ben presto sono entrati a far parte di noi, non tanto per il luogo in sé, ma per tutti quei volti incontrati sul cammino!

Archi è un quartiere malavitoso di Reggio Calabria. Spiraglio di luce sono le suore alcantarine che quotidianamente si occupano dei più poveri, dei così detti bambini di strada e dei ragazzi di colore che, in seguito ai continui sbarchi, sono portati nel centro di prima accoglienza. Rosarno, invece, è una cittadina dove da sei anni a questa parte gli immigrati sono stati ghettizzati, gli è stato imposto di vivere nella tendopoli di San Ferdinando, un luogo di desolazione, poca speranza, un luogo dove le condizioni igienico-sanitarie sono inesistenti, dove l’aria è irrespirabile: un luogo dimenticato da tutti, eccetto che da Dio.

Ogni attimo vissuto in questi giorni è ancora vivo in me! Sarà difficile dimenticare la commozione dei ragazzi del centro di prima accoglienza dinanzi ad uno spazzolino da denti ricevuto in regalo, la forza di quelle donne che, nonostante le ustioni riportate sulle gambe, appena sentita la musica, si sono alzate, seppur con difficoltà, per ballare al ritmo di quelle musiche del loro paese. Difficile dimenticare le parole di Ester, una ragazzina di 15 anni, che dopo aver scambiato qualche parola mi dice “You are my friend” o la voglia di quei ragazzi desiderosi di apprendere la lingua italiana e, che con tanta cura, hanno conservato quelle frasi o parole tradotte dal francese all’italiano. La bellezza delle loro danze, della loro musica col bongo, del tempo trascorso insieme non ha paragoni. Ancora risuona nelle mie orecchie il loro canto. In un momento conclusivo, infatti, proprio da quelle donne che tanto avevano sofferto durante il viaggio sul barcone, perché povere e costrette ad essere in silenzio nella stiva vicino ai motori, si eleva un canto, pieno di speranza e forte senso di appartenenza. Iniziano a cantare il loro inno nazionale, quello della Nigeria, e così di seguito anche tutti gli altri, a discrezione del paese di appartenenza, elevano il loro inno. In pochi minuti passiamo dalla Nigeria al Marocco, al Ghana e poi al Mali fino a giungere in Costa d’Avorio e in Senegal. Troppe le storie ascoltate, troppe le sofferenze di quei ragazzi forse troppo piccoli per diventare già grandi e troppo crudele sapere che loro qui in Italia sono semplicemente un numero! La loro persona viene annullata, ciò che importa è quel braccialetto che portano al polso, fatto con una fascetta di plastica rigida ed un traghettino, che tutti noi usiamo quotidianamente come portachiavi.

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..."In quel tempo, Gesù camminava davanti a tutti salendo verso Gerusalemme. Quando fu vicino a Bètfage e a Betània, presso il monte detto degli Ulivi, inviò due discepoli dicendo: «Andate nel villaggio di fronte; entrando, troverete un puledro legato, sul quale non è mai salito nessuno. Slegatelo e conducetelo qui. E se qualcuno vi domanda: “Perché lo slegate?”, risponderete così: “Il Signore ne ha bisogno”».

Gli inviati andarono e trovarono come aveva loro detto. Mentre slegavano il puledro, i proprietari dissero loro: «Perché slegate il puledro?». Essi risposero: «Il Signore ne ha bisogno».

Lo condussero allora da Gesù; e gettati i loro mantelli sul puledro, vi fecero salire Gesù. Mentre egli avanzava, stendevano i loro mantelli sulla strada. Era ormai vicino alla discesa del monte degli Ulivi, quando tutta la folla dei discepoli, pieni di gioia, cominciò a lodare Dio a gran voce per tutti i prodigi che avevano veduto, dicendo:

«Benedetto colui che viene,

il re, nel nome del Signore.

Pace in cielo

e gloria nel più alto dei cieli!».

Alcuni farisei tra la folla gli dissero: «Maestro, rimprovera i tuoi discepoli». Ma egli rispose: «Io vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre»".

L'inizio di una settimana fondamentale per noi Cristiani,parte dalla festa, dalla gioia,dal perdono e dall'accoglienza verso il nostro fratello vicino e lontano,rispondiamo concretamente alla Chiamata del Signore in questo giorno solennissimo

Santa Domenica delle Palme a tutti voi

 

 

 

 

"Fa che impariamo Signore da te, che il più grande è chi più sa servire! Chi si abbassa e chi si sa piegare, perché grande è soltanto l'amore!"

Con queste parole vogliamo riassumere ciò che la fraternità di Morcone, l'11 marzo scorso ha vissuto nel celebrare il capitolo elettivo.

I giorni che hanno preceduto questa circostanza sono stati per tutti, l'occasione per confrontarsi ulteriormente e sperimentare la bellezza del vivere da fratelli.

Il momento, decisamente importante per la vita di ogni fraternità, è stato presieduto da Fra Enzo Gaudio, assistente regionale GiFra Campania Basilicata, e guidato dal consigliere regionale, Giovanni Marra e dal segretario scelto per l'occasione, il vicepresidente della fraternità di Benevento, Carmine Stefano Clemente.

L'assemblea è stata costituita da 17 votanti, i gifrini promessi, il delegato OFS-Gifra, Orsola Ponte, e dall' assistente locale, Fra Donato Ramolo.

In apertura del capitolo, Fra Enzo ha sottolineato gli impegni, i compiti e le responsabilità affidate al consiglio per essere guida di una fraternità, ma nello stesso tempo ha voluto evidenziare ai ragazzi l'importanza di essere uniti e pronti l'uno verso l'altro affinché possano essere luce che rischiara il mondo.

Dopo aver invocato lo Spirito Santo, ha avuto inizio il momento celebrativo, seguito dalla lettura da parte del consiglio uscente, della relazione di fine mandato (biennio 2014/2016), facendo memoria del passato e tracciando le linee da seguire future.

Ma, l'apice del capitolo è la votazione, al termine della quale sono risultati eletti: Michela Mucciacciaro, in qualità di presidente; Brigitta De Angelis, nel ruolo di vicepresidente e i tre consiglieri scelti, Ivan Lombardi, Marika Capozzi e Daniela Procaccini.

Tutti, tra lacrime ed emozione, hanno pronunciato il loro Sì, sentendosi chiamati dal Signore e mettendosi al servizio della fraternità.

Insieme a voi abbiamo trascorso gli anni più emozionanti della nostra vita fraterna, ognuno donandoci un proprio talento. Con la speranza di essere state un buon esempio da seguire... da "vecchie" gifrine non possiamo fare altro che augurarvi un cammino ricco di amore, attraverso il quale possiate far germogliare il seme della vocazione francescana, non dimenticando che è lo Spirito Santo colui che indica sempre la strada da percorrere.

Con amore fraterno

Beatrice e Simona

 

Progetto “Fratelli Immigrati”

1-6 Marzo 2015

1 Marzo_

Arrivo in treno nel pomeriggio a Gioia Tauro, dove ad accogliermi trovo il Ministro della fraternità di Rizziconi, Pino Mazzaferro.

Pino, che molti di voi già conoscono, è una persona squisita e mi ha trattato davvero come un fratello, prevedendo ogni mia necessità e mettendosi a mia totale disposizione, non solo logistica.

Abbiamo trascorso il pomeriggio-sera visitando rapidamente, ma efficacemente Gioia Tauro e Rizziconi, e ovviamente la casa “Opera San Francesco d’Assisi” di Rizziconi , presso cui ho preso alloggio.

La struttura presenta 3 piani operativi. Al piano terra sono le stanze di alloggio destinate ai volontari OFS: stanze semplici, comode e calde, in perfetto stile francescano.

Nei piani superiori alloggiano gli ospiti-pazienti della casa di cura.

2 Marzo_

Mattinata spesa con la gentilissima Lidia, altra consorella OFS, alla conoscenza più approfondita della Casa e di alcuni suoi ricoverati, perlopiù anziani. L’aria francescana si respira in ogni angolo.

Pomeriggio con Pino e l’instancabile Vincenzo “Cecè” Alampi (responsabile e coordinatore del Progetto Presidio Caritas) presso la tendopoli di San Ferdinando e conoscenza di alcuni operatori e immigrati residenti nella stessa; in seguito visita alla sede Caritas locale.

Persona davvero piena di risorse e generosa Cecè, sempre disponibile a rispondere alle mie numerose domande.

3-4-5 Marzo_

Intera giornata spesa alla tendopoli, esclusa pausa pranzo alla casa di Rizziconi.

Eventuali visite nelle zone circostanti l’area di interesse.

6 Marzo_

Partenza per Roma dalla stazione Gioia Tauro, accompagnato ancora da Pino.

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Ho sempre definito la mia fraternità di San Bartolomeo in Galdo come “un caldo abbraccio” (cit. Olaf), un luogo accogliente, caloroso, che considero casa mia… lontano da casa mia. Questa fraternità che tanto mi ha dato nel corso della vita, il giorno 10 marzo 2016 ha celebrato il capitolo locale, durante il quale il Signore ha voluto che mi venisse chiesto di servirla nel ruolo di presidente. La fiducia che i miei fratelli hanno riposto in me mi ha subito infuso il coraggio necessario per dire il mio sì, davanti a loro e davanti a Dio.

Insieme a me sono state nominate Silvia D’arrissi come vicepresidente, Fiorella Circelli e Marinella Saturnino nel ruolo di consiglieri.

Spero che il nuovo consiglio riuscirà a preservare le caratteristiche fondanti della nostra fraternità: la semplicità e la gioia di stare insieme.

Ringrazio infine i frati, padre Israel e padre Antonio, che da sempre ci accolgono e ci fanno sentire a casa, e l’OFS di cui davvero ci sentiamo parte integrante.

Per concludere, chiedo a voi tutti lettori di pregare per noi, affinché in questi prossimi due anni la fraternità possa passare dal bene al meglio.

 

 

Finalmente si parte! Il 24 e 25 gennaio scorso si è svolto, presso la sede OFS di Via delle Mura Aurelie in ROMA, l’incontro formativo/operativo, organizzato dal coordinamento EPM, con i terziari e gifrini italiani che, accogliendo l’invito del Consiglio Nazionale Ofs/Gifra indirizzato a tutte le fraternità regionali, hanno manifestato la loro disponibilità a prestare servizio di volontariato presso i campi immigrati della Calabria, destinatari del progetto “Fratelli Immigrati”.

Nel corso delle due giornate i volontari hanno avuto modo di conoscersi, confrontarsi, pregare insieme  e condividere le motivazioni che li hanno spinti ad aderire al progetto mettendosi come una “matita nelle mani di Dio” per scrivere una pagina nuova della storia missionaria dell’OFS e della Gifra d’Italia dando il via ad un progetto fortemente voluto dal consiglio nazionale ed incoraggiato dal ministro Remo Di Pinto per tracciare strade nuove di presenza e testimonianza per i terziari italiani.

Ai convenuti sono stati illustrati i dettagli operativi dell’intervento dal consigliere Gianluca Lista, che ha delineato natura ed obiettivi del progetto nato, è bene ribadirlo, da una proposta formulata in seno al convegno EPM di fine 2013 e che nel corso del 2014 ha preso corpo, tappa dopo tappa. Cecè Alampi, Direttore della Caritas Diocesana di Oppido-Mamertina-Palmi, ha tracciato un bilancio dell’operato a favore degli immigrati; un’azione quotidiana fatta di amore per gli ultimi, dedizione, condivisione di sofferenza e lotta con le istituzioni per inseguire una giustizia troppo spesso ignorata e offesa. Motivo di grande gioia è stato l’apprendere dalla voce di Cecè che, nonostante l’estremo disagio che vive la popolazione dei campi, due donne avevano partorito durante le festività natalizie dando alla luce due splendide creature che hanno acceso una speranza nuova in un luogo dove si respira sofferenza ed emarginazione. Il presidio dei campi è stato, di recente, affidato dalla Prefettura proprio alla Caritas Diocesana che ha istituito un presidio fisso in loco per fornire assistenza ed accoglienza a quanti arrivano o eventualmente partono alla ricerca di un lavoro.

Con una riflessione sulla “relazione d’aiuto” Paola ha stimolato tutti volontari ad un corretto approccio alla missione con l’intento di gustare il sapore dell’accoglienza e della tenerezza due modi di essere che devono guidare l’operato dell’OFS in Calabria  per superare pregiudizi e luoghi comuni per rendere “innocente” la relazione tra chi è destinatario del progetto e chi vuole stare con, alla maniera di Francesco e non semplicemente offrire del tempo o delle cose.

Con i volontari si sono poi pianificate le disponibilità e si è delineato un calendario di partenze che vedrà gà dal mese di Marzo le prime presenza di terziari in Calabria, grazie anche all’ospitalità della Fondazione S. Francesco, una casa di riposo gestita dall’OFS che fungerà da base logistica per l’accoglienza dei volontari.

Il progetto, quindi, muove i primi importanti passi e lo fa attraverso i fratelli e le sorrelle dell’ofs che hanno risposto generosamente ad una chiamata della fraternità nazionale, un invito che ha coinvolto, interessato, emozionato e spronato ad andare verso i più poveri, gli emewrgianti i dimenticati ed abbandonati del mondo. Persone che, quotidianamente, pongono istanze di sopravvivenza, dignità che non si possono ignorare. E allora nel nostro piccolo universo-mondo, pur nopn pretendendo di risolvere in modo esaustivo le questioni, almeno ci facciamo prossimi del prossimo che il Signore ci pha postoi dinanzi e, come Francesco fece con il lebbroso, allarghiamo le nostre braccia almeno per un confortante abbraccio di solidarietà e condivisione, regalando un sorriso ed una parola di conforto, magari fornendo un pezzo di pane o un paio di stivali di gomma, ma comunqeu stando con, né sopra, nè accanto ma con….

E’ bene sottolineare che l’invito a quanti volessero vivere un’eprienza di volontariato nei prossimi mesi è ancora aperto. Il coordinamento EPM vaglierà tutte le richieste  che dovessereo pervenire e programmerà ulteriori presenze in Calabria per i prossimi mesi. Anche le fraternità che non inviano volontari possono contribuire anceh economicamente inviando offerte alla cassa nazionale OFS con la causale “Progetto Fratelli Immigrati”  o raccogliendo materialmente beni di prima necessità (per quest’ultima opzione è been raccordarsi con il coordinamento EPM per verificare le necessità.

Continueremo a tenervi aggiornati sul progetto e il suo evolversi anche grazie alle esperienze che i primi volontari vorranno condividere con tutta la fraternità nazionale.

 

Con queste parole, pronunciate nel messaggio per la XLIX giornata mondiale della Pace, il nostro Papa ci ha voluto spronare a non stare chiusi in noi stessi, a uscire fuori dalle pareti all’interno delle quali ci incontriamo e facciamo le nostre riunioni, e a dare una reale testimonianza in mezzo alle strade, nelle piazze, nei vicoli... vincendo timidezze e paure.

Spinti da questo incoraggiamento noi giovani appartenenti alla Gi.Fra di Portici Sant'Antonio alle prime luci dell’alba del 17 gennaio, ci siamo riuniti di fronte alla nostra parrocchia per prendere tutto l'occorrente, allestire un gazebo e quindi andare al Viale Leonardo da Vinci a dare reale testimonianza del nostro operato, facendoci conoscere dalla città di Portici.

Aperto il gazebo e montato il tavolo, abbiamo esposto dei portacandele decorati dagli Araldini della nostra parrocchia, piccoli biglietti con il messaggio del Papa che avremmo poi distribuito alle persone e un cartellone sul quale tutti i passanti potevano scrivere un messaggio per la pace; per vivere appieno il messaggio di quest'anno, e per dare una testimonianza vera e attiva della fraternità, alcuni di noi sono “usciti dal limite” del gazebo e hanno distribuito i messaggi di pace a tutti. Dopo circa un paio d’ore dall'apertura del gazebo abbiamo eseguito dei balli tipici della nostra fraternità  ed abbiamo iniziato a regalare abbracci gratuiti. Facendo così abbiamo avuto modo di farci notare ulteriormente e chiunque passava davanti allo stand poteva subito notare l'allegria la passione e l’energia che ci mettevamo sia nel ballare e nel regalare abbracci, sia nel tentativo di coinvolgere le persone, e non per un mero esibizionismo, ma per cercare di essere noi i primi a lanciarsi nel mondo, a farci in quattro per diffondere il messaggio di Pace!

Personalmente posso dire che questa e stata un’esperienza meravigliosa in tutti i sensi. Prima di tutto ho avvertito la passione che ci spingeva ad attirare gente ed aiutarci gli uni con gli altri, poi posso affermare che è stato uno dei più bei momenti di fraternità che io abbia mai vissuto perché per la prima volta da quando faccio parte della GiFra ci siamo fatti conoscere come fraternità, come gruppo unito, carico ed attivo, come un gruppo affatato e pronto a fare il possibile per aiutare il prossimo, ma soprattutto come un gruppo ispirato dallo Spirito Santo che proclama sempre la sola verità: Dio, nostro padre, nostra madre, nostro   TUTTO.

 

"Gesù ha voluto appartenere ad una famiglia che ha sperimentato queste difficoltà, poichè nessuno si senta escluso dalla vicinanza amorosa di Dio. La fuga di Egitto a causa delle minacce di Erode ci mostra che Dio è là dove l'uomo è in pericolo, là dove l'uomo soffre, là dove l'uomo scappa, dove sperimenta il rifiuto e l'abbandono; ma Dio è anche là dove l'uomo sogna, spera di tornare in patria nella libertà, progette e sceglie per la vita e la dignità sua e dei suoi familiari".

Ecco alcuni stralci dell'Angelus di Papa Francesco del 29 Dicembre 2013, altro tassello che ci permette di cominciare a conoscere e capire questo nostro progetto "Fratelli Immigrati"

Per Ascoltare l'Angelus

Clicca qui

 
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