Il Consiglio Regionale della Gioventù Francescana di Campania e Basilicata, si è oggi riunito a Sorrento, calorosamente accolto presso il convento "San Francesco", per continuare a progettare la vita della nostra realtà regionale ma, soprattutto, per mettere a punto le ultime note organizzative per la prossima Festa Regionale, che si terrà proprio a Sorrento, il prossimo 16-17 giugno. E' stata una giornata contraddistinta dal consueto clima di fraternità che ci ha permesso di programmare al meglio questo evento tanto atteso.
Non ci resta che attendere ansiosi questa ulteriore opportunità di crescita e di testimonianza!
Il 29 aprile scorso si è tenuto il Raduno Zonale Adolescenti “Fra te e me” nelle diverse zone di animazione della nostra regione. Il Raduno Zonale Adolescenti stato una occasione che ha permesso ai nostri ragazzi di fare un’esperienza di crescita per il proprio cammino di fede insieme agli altri fratelli coetanei della Fraternità Regionale. La possibilità di poterla vivere in contemporanea in diversi luoghi è stata, inoltre, un’opportunità anche per quelle realtà più periferiche e per quegli adolescenti che ancora hanno qualche riserva ad aprirsi alla realtà regionale e a vivere esperienze della durata per più giorni. In altre parole, è stata un’occasione nuova ed unica alla quale non hanno potuto dire di no!
Di seguito riportiamo alcune esperienze delle zone di animazione
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Sabato 31 Marzo si è tenuto il progetto “Mani Tese”, che ha visto coinvolte diverse fraternità Gi.Fra. e OFS della Campania. Tale iniziativa ha avuto come protagonisti i detenuti della casa circondariale di Eboli. Il pomeriggio, che abbiamo trascorso in loro compagnia, è stato suddiviso in due momenti. Nella prima parte alcuni detenuti si sono “raccontati” ed insieme a loro anche l’ex cappellano del carcere Fra Gianfranco; ha fatto seguito la celebrazione eucaristica presieduta da Fra Raffaele ed infine i saluti.
Un incontro molto toccante che sicuramente ricorderemo nel nostro futuro; spesso riaffioreranno alla nostra mente le chiacchierate con alcuni dei detenuti ma soprattutto ciò che loro volevano trasmetterci: la voglia di libertà.
Quest’ultima gli è stata negata per errori che loro hanno commesso in prima persona, ma allo stesso tempo è stata la strada per farli “maturare” e far comparire nei loro volti la luce della consapevolezza degli errori che a volte la vita porta a fare.
Quasi con le lacrime agli occhi raccontavano i momenti di “aria” che il carcere gli aveva concesso in tempi passati e che continua ancora tutt’ora, grazie alla loro buona condotta. L’emozione di bere in una tazzina da caffè , quella di poter usare le posate in metallo, di camminare per centinaia di metri, la paura di essere seguiti e di guardarsi intorno, come dei bambini che hanno perso la mamma, infine il disagio di trovarsi in un mondo cambiato, sia da un punto di vista economico che da quello affettivo, dei vicini di casa o amici che ormai ritengono queste persone come “malviventi” e da escludere dalla società. Vedevano in noi la loro voce al di fuori di quelle mura, la loro libertà o via d’ uscita. Nella lettura di un brano, uno dei ragazzi dell’istituto ha fatto un paragone dicendo che loro sono i semi e noi l’acqua che gli diamo vita. Parole forti che fanno capire l’importanza di un sorriso o di uno sguardo ad una persona che nessun giorno, per lungo tempo della sua vita, può dire al mondo che è cambiata.
Spesso noi persone comuni e libere non siamo capaci di apprezzare uno sguardo o una “mano tesa” da un amico, pensiamo che ognuno può farcela da sé e annulliamo l’aiuto dell’altro. Questi giovani che sono rinchiusi nella “grande gabbia” hanno già la consapevolezza della peccaminosità in cui ogni essere umano può imbattersi, sono riusciti a trasferirci così, il senso di gioia che ciascuno deve avere nel sentirsi libero.
Maddalena e Vincenzo (Fraternità di Polla)
Carissimi amici, abbiamo da poco celebrato la Santa Pasqua; il messaggio di gioia, legato al mistero del Signore Risorto è vivo nei nostri cuori. La letizia di cui ci parla S. Paolo, quando invita le comunità cristiane a stare sempre liete nel Signore, trae la sua origine proprio dall’evento pasquale e rappresenta la forza di chi si impegna con la propria vita nell’annuncio evangelico. Nel prossimo Meeting qui a Pompei, ormai alle porte, rifletteremo sul senso di questa gioia. Essa non prescinde dalla consapevolezza dell’umana sofferenza o dai problemi che caratterizzano le nostra esistenza, ma si nutre di una speranza divenuta certezza nel giorno di Pasqua: per chi vive proiettato nel mondo di lassù, tutto ciò che accade dai tetti in giù è transitorio e passeggero, in attesa di un compimento e di una rivelazione finale. L’ultimo libro di Pippo Corigliano, uno dei tanti ospiti di questa XXVI edizione si intitola appunto “Preferisco il Paradiso” e sarà l’autore stesso a spiegarci in che termini l’attesa del cristiano si coniuga con quella che il Santo poverello di Assisi definiva perfetta Letizia. Prepariamoci, quindi, a questa giornata di profonda spiritualità e di forti emozioni del prossimo 19 Maggio, avremo modo di sperimentare realmente la gioia anche attraverso momenti di allegria con gli ospiti musicali e comici che interverranno alla manifestazione.
pastoralegiovanilepompei.it
Anche quest'anno la Gioventù Francescana contribuirà all'animazione dei momenti di preghiera che ci saranno nei due giorni, principalmente il momento di preghiera delle ore 19.00, durante il quale verrà affrontato il tema della salvezza che viene da Dio, alla luce del fatto che il meeting cade durante il tempo di Pasqua ed avrà come leitmotiv la gioia e la consapevolezza della salvezza.
Il 9 giugno 2012, al Convento dei Frati Minori Cappuccini di Sant’Eframo Vecchio, si terrà la terza edizione dell’evento pian piano consolidatosi come “Vogliamoci Band”: sotto tale denominazione si intende una serata di divertimento e beneficenza, ideata ed organizzata da un gruppo di giovani francescani appartenenti alla nostra realtà regionale, oltre che dalla "Ti Voglio Band", che annovera tra i suoi musicisti gifrini e giovani terziari di alcune tra le fraternità locali di Napoli e provincia. L’obiettivo di questo evento si può riassumere con il termine di fraternità: con il Padre, con i fratelli, con i bisognosi.
Con il Padre, in quanto la serata prenderà avvio con la Celebrazione Eucaristica delle 19 in chiesa, a motivo della quale ci si auspica di riuscire ad arrivare per le 18:30 al fine di preparare al meglio la messa; con i fratelli, in quanto si prosegue nell’area teatro con lo spettacolo vero e proprio, durante il quale chi ha piacere ad esibirsi nella forma artistica che preferisce (un ballo, una canzone, un mimo, uno sketch, ecc.), previa segnalazione agli organizzatori, potrà prendere la scena; con i bisognosi, perché caratteristica peculiare dello spirito del “Vogliamoci Band” è fare sensibilizzazione e solidarietà con realtà meno fortunate. Negli anni precedenti il ricavato delle serate è stato devoluto alla buona riuscita dell’esperienza estiva della vacanza “Una mano per un sorriso”, tesa ad accompagnare minori provenienti da tessuti sociali disagiati in una settimana di svago ed aggregazione per loro totalmente gratuita: quest’anno la prima attenzione del ricavato della serata andrà proprio al convento dei frati di Sant’Eframo, che abbisogna necessariamente della nostra solidarietà, ma oltre a questo fine verrà mantenuto il filo rosso con le esperienze estive precedentemente sostenute, seppure in maniera diversa.
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25 aprile 2002…25 aprile 2012: dieci anni fa la fraternità di Atripalda celebrava la sua prima accettazione, dando inizio ufficialmente al suo cammino come Gioventù Francescana!
Ieri sera i giovani francescani di Atripalda si sono riuniti presso il convento San Giovanni Battista per fare memoria e rendere grazie a Dio, mediante la preghiera, dei tanti doni ricevuti in dieci anni di cammino, nella consapevolezza che il ricordo del passato è fonte di nuovo slancio per il futuro!"
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