“Qual è la tua priorità nella vita?”
Questo l’ interrogativo che ci ha accompagnato durante la scuola di formazione nazionale  per settori di animazione a Montesilvano.
Dare una risposta a tale domanda è stato per noi semplice, grazie soprattutto alle provocazioni di suor Fabiana attue a verificare il nostro livello di “elasticità” : come Francesco, anche noi, infatti, dovremmo seguire la “dinamica dell’elastico”,  andare e tornare, ri-andare e ritornare, dalla relazione intima con Lui, ai fratelli e viceversa.  Ed é proprio da qui che ha origine la formazione: formare vuol dire tirar fuori la bellezza dell’altro e aiutarlo a prendere la propria forma; vuol dire crescere, cambiare, morire per essere diversi; vuol dire dare vita con ciò che si ha e con ciò che si è. Per noi francescani, però, la forma deve essere umana, cristiana e infine francescana, con un obiettivo comune: sopravvivere, dare la nostra vita concretamente a qualcuno.
Prima di parlare di formazione, quindi, bisogna aver chiari i nostri obiettivi: “chi siamo?”,” dove andiamo?”,”cosa facciamo?”. A ciò, miravano le diverse formazioni che ci hanno visti impegnati nella seconda giornata, grazie alle quali abbiamo ricevuto metodi e strumenti adatti ad operare efficacemente nelle fraternità locali. Abbiamo, inoltre, riflettuto sul nostro cammino di discernimento vocazionale, in modo da poter raggiungere una maturità umana, cristiana e francescana.Non sono mancati, ovviamente, momenti ludici in cui si è avuta l’opportunità di fraternizzare.

Il cammino francescano vuole essere una restituzione di ciò che Dio ci ha dato: per questo non dobbiamo essere semplici ascoltatori, ma veri e propri esecutori della parola di Dio, affinché Egli possa trasformarci da tabernacoli a ostensori. Siamo dunque chiamati ad occuparci dei nostri fratelli, così come Lui si prende cura di noi. Chi serve non é colui che dá, ma colui che dà e riceve, e come Francesco ci ricorda alla fine della sua vita, il servizio é uno stile che ci portiamo dentro.

Fraternità di Morcone