“Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio. In verità vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non vi entrerà”

Sono Laura una gifrina della fraternità di Avellino, quest’anno ho avuto la possibilità di vivere per la prima volta l’esperienza del progetto “Una mano per un sorriso”: iniziativa, portata avanti da circa vent’anni anni dall’Ordine Francescano Secolare e dalla Gi.Fra. Campania, e destinata a bambini della nostra regione che vivono particolari situazioni di disagio sociale, familiare e/o economico per donare loro tre giorni di vacanza in cui, seguiti da animatori fraterni, possano vivere un clima natalizio (che normalmente è loro negato) .

Attraverso dinamiche di gruppo, giochi ed uscite… è stata una occasione concreta per dedicarci ai più piccoli, donando il nostro tempo, le nostre forze, il nostro amore.

Sono da appena tre anni in Gi.Fra. e questa esperienza di certo mi ha fatto scoprire la bellezza del servire incondizionatamente e l’importanza della missione verso l’altro, sia in quanto dovere del buon francescano sia perché arricchente come esperienza personale: ed è così che ho scelto di mettermi in gioco, dando la mia adesione alla Vacanza tenutasi a Cava de’ Tirreni dal 3 al 5 gennaio 2019, accompagnando un bimbo di nove anni del mio paese che conosco da tempo.

L’inizio con lui non è stato molto semplice, essendo stata questa la prima volta in cui è uscito da solo; piano piano però, con l’aiuto di tutti gli altri bambini ed animatori ed emozionato dalle nuove attività che avrebbe fatto (tra cui la piscina, il pattinaggio, lo spettacolo a teatro e tante altre), ha iniziato a prendere confidenza con i luoghi e le persone fino al punto di non volersene più andare!
Tutto ciò era avvolto da un’aria speciale di mistero e di attesa dell’arrivo di Babbo Natale e della Befana che, in carne ed ossa, gli avrebbero portato finalmente tanti doni che, come tutti i bambini, aspettava da tempo.

Mi chiedo se sia giusto che ad un bambino, di sei anni in su, sia negata l’atmosfera del Natale, con tutta la magia che porta con sé; probabilmente è stata proprio questa riflessione la spinta e la giusta carica per i tre giorni da poco trascorsi.
La presenza di Dio, viva in mezzo a noi e incarnata in ognuno dei più piccoli, ha mostrato ai miei occhi tanti piccoli “miracoli”: “Ti prometto che da domani ogni sera farò la preghierina prima di andare a dormire”, “ma io ho solo 6 anni, posso prendere il corpo di Gesù?”, tanti “ti voglio bene” gratuiti e pianti, sicuramente di profondo dolore, in risposta a lunghi abbracci.
E allora concludo lasciandovi con l’esortazione che Fra Gianfranco Pasquariello ci ha trasmesso durante la condivisione finale: tutti noi animatori abbiamo promesso di portare nelle nostra Fraternità e in giro la bellezza del servire ed essere al servizio, affinché ci sia sempre un seme che germogli nei  cuori, e inoltre ci siamo impegnati a seguire i bambini durante l’anno poiché tutti hanno un bisogno di noi molto più  di  quanto possiamo immaginare. Avviciniamoci alla nostra quotidianità,  e non abbiamo paura di mettere le mani nella realtà,  ma impegniamoci a cercarla per offrire momenti di grazia. In dono per tutti i bimbi è stata preparata una foto ricordo con calendario perché ci sia sempre un modo per contare il tempo ma soprattutto per far si che il  TEMPO CONTI.
                                                 

                        Laura Musto