Nei giorni 26,27,28 Aprile si è tenuto a Maratea il 3° Convegno Regionale Araldini della Campania Basilicata. In realtà più che un convegno regionale, dati i numeri (eravamo quasi 500 persone) aveva tutto l’aspetto di un convegno nazionale. Malgrado le previsioni, il Signore ci ha nuovamente profuso la sua grazia ,donandoci circa 400 ragazzi, divisi tra elementari e medie, che ci hanno sommerso con il loro entusiasmo. In realtà in questi 3 giorni siamo stati tutti travolti dal “cerchio delle emozioni” e di questo non possiamo che rendere lode a Dio. L’emozione sulla quale ci siamo soffermati con i ragazzi è stata la RABBIA, ma soprattutto sulla necessità di riconoscerla e gestirla. Quante volte nella relazione con i ragazzi sottovalutiamo la dimensione emotiva dimenticando che la nostra esperienza quotidiana, così come la loro, è densa di emozioni e quel che “MUOVE NELLA PANCIA” conta più di quel che “FRULLA NELLA TESTA”. Il personaggio che ci ha fatto da guida è stato Simba, il protagonista del meraviglioso film del “ Re leone”, ma anche Cristiano, un araldino che in alcuni video ci ha mostrato come affrontare la rabbia in situazioni di vita quotidiana.
Durante i laboratori del sabato mattina abbiamo invitato i ragazzi ad illustrare o a scrivere quali erano le situazioni che li facevano maggiormente arrabbiare e a colorare su una sagoma, quale era la parte del corpo dove “sentivano” la loro rabbia. E allora un universo si è aperto. La rabbia nasce in seguito ad episodi di bullismo, quando non si è ascoltati, quando si viene derisi, quando nessuno ci crede. E la rabbia dove si addensa? Nella maggior parte dei casi nella testa, poi nella pancia e infine nelle mani, segno che gran parte di essa resta inespressa proprio come un vulcano inesploso. Il sabato pomeriggio è stata la volta del GRANDE GIOCO. In una sorta di fantastica e stupefacente caccia al tesoro itinerante, i ragazzi sono stati incoraggiati a dare un nome alle loro emozioni e a viverle con la consapevolezza che, belle o brutte che siano, esse vanno vissute e accettate perché fanno parte di sé. E il sabato sera? Il tema della festa di quest’anno non poteva che essere “bestiale”. Così nella “best fest” ragazzi e animatori si sono mascherati da animali dando prova di grande originalità e simpatia. La domenica, dopo la visione dell’ultima parte del film, abbiamo tirato le conclusioni: la rabbia è un’emozione universale che, come le altre, va vissuta, purchè non si trasformi in violenza contro se stessi e gli altri. Tutte le emozioni vissute alla luce dell’Amore possono trasformarsi, fino a diventare PERFETTA LETIZIA, come ci insegna Francesco d’ Assisi. Ma domenica è stato il giorno di un altro appuntamento importante, quello con i genitori. Pochi, ma stoici per aver affrontato un viaggio solo per il desiderio di incontraci e di condividere, anche in minima parte il percorso dei figli. Anche con loro abbiamo affrontato l’emozione della rabbia, spiegando loro quanto sia importante un clima familiare senza ”censure emotive” e come la capacità di gestire le emozioni dei nostri figli dipende in gran parte dalla nostra. Alla fine della mattinata tutte le nostre emozioni sono state deposte sull’altare per la celebrazione eucaristica, dove nell’incontro con Gesù , l’esperienza di questi giorni è divenuta un rendimento di grazie per i doni ricevuti.
Grazie innanzi tutto per i ragazzi, questi piccoli che ci arricchiscono continuamente e che non hanno difficoltà a mettersi in gioco ,aprendo mente e cuore per scoprire sempre nuovi orizzonti; per gli animatori, ,che hanno donato il loro tempo e la loro pazienza per accompagnarli e guidarli in questi giorni; per la commissione, cioè un piccolo esercito di persone che ha pensato, organizzato, diretto questo convegno donando cuore, mente ,muscoli ma soprattutto grande generosità. Senza ciascuno di questi, tutto questo non sarebbe stato possibile e noi non avremmo potuto scoprire quante emozioni ci possa regalare “la giostra della vita”.