
Dalla Lettera di Frate Elia
Perciò non vogliate, figli e fratelli miei, abbandonarvi ad una tristezza eccessiva, perché Dio, padre degli orfani vi conforterà con la sua santa consolazione. E se piangete, fratelli miei, su di voi stessi piangete e non su di lui. Noi, infatti, mentre siamo nella pienezza della nostra vita siamo nella morte, lui invece e passato dalla morte alla vita. E siate ripieni di gioia perché, prima di partirsi da noi, come un altro Giacobbe, ha benedetto tutti i suoi figli ed ha perdonato a tutti qualsiasi colpa uno abbia commesso o pensato contro di lui
Ed ora vi annuncio una grande gioia, uno straordinario miracolo.
Non si è mai udito al mondo un portento simile, fuorché nel Figlio di Dio, che è il Cristo Signore. Qualche tempo prima della sua morte, il fratello e padre nostro apparve crocifisso, portando impresse nel suo corpo le cinque piaghe, che sono veramente le stimmate di Cristo. Le mani e i piedi di lui erano trafitti come da chiodi penetrati dall'una e dall'altra parte, e avevano delle cicatrici dal colore nero dei chiodi. Il suo fianco appariva trafitto da una lancia, ed emetteva spesso gocciole di sangue. (308-309)